Lo sanno tutti, ad inziare da lui, che questa è soltanto la solita propaganda per accreditare l'idea di una giustizia che non funziona perché perde tempo ad indagare su di lui, per cercare di consolidare nelle sue schiere l'idea che i suoi personali problemi sono i problemi di tutti.

Ma ricordiamocelo. Una riforma costituzionale richiede tempi lunghissimi, perché deve essere approvata dal Parlamento dopo due passaggi (intervallati da un periodo di pausa di sei mesi) e deve essere sottoposta al vaglio del popolo con un referendum confermativo (considerato che è matematicamente sicuro che l'approvazione non avverrà con la qualificata maggioranza dei due terzi): il che vuol dire che, trattandosi di una riforma non condivisa, sarà sicuramente bocciata dal corpo elettorale!
Dunque, tempo ed energie sprecati, buttati letteralmente al vento, senza aver nemmeno tentato di dare attraverso alcune semplici, elementari modifiche di leggi ordinarie, che certamente sarebbero condivise all'unanimità, alcune risposte concrete, veramente risolutive per chi aspetta di avere giustizia (civile, penale, amministrativa) da anni. E non parlo ovviamente, soltanto di risorse economiche.
Ma, a prescindere dal merito della riforma annunciata (su cui ci sarebbe, se fosse una cosa seria, da discutere molto) quello che viene in evidenza, in questa come in altre circostanze a cui il Premier e la sua maggioranza ci hanno abituato, è il solito attacco alla carta costituzionale e allora, mi sembra questa della riforma contro la giustizia un'occasione in più per scendere in piazza sabato 12 marzo a difendere la nostra Carta.
A me sembra come la storia del ponte sullo stretto di Messina: non si riesce a fare una linea ferroviaria efficiente fino a Palermo e si progetta un ponte che non verrà mai costruito.
RispondiEliminaCosì per la cosiddetta riforma sulla giustizia come tu fai giustamente osservare.
Dunque oggi tutti in piazza e voglio sperare in tanti!